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XXVI.

24 novembre 1909.

Troppo tempo mi pare che sciupi in festeggiamenti il gentil sangue latino. Mentre i Gesuiti, che si sono infeudata in Italia, non meno che nella Spagna, la istruzione e l’educazione dei giovanetti, schiaffeggiano solennemente la civiltà, scannando gli apostoli della scuola moderna, voi, miei cari, vi gingillate a preparare la festa delle matricole!

Divertitevi pure, se ne avete il tempo e la voglia; ma non dimenticate, per carità, che gli studenti dei nostri Atenei si divertivano assai meno, quando in compagnia dei loro maestri, agguerriti nelle cospirazioni mazziniane, avevano cuore di lasciar le cose più caramente dilette, per combattere su le barricate di Napoli o nei campi di Curtatone, e morire sui campi di battaglia o nella miseria dell’esilio o nell’agonia degli ospedali.

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