< Postuma (1905)
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Nella capanna in fondo al mio cortile
XV XVII

XVI.


     Nella capanna in fondo al mio cortile
Il luppolo alle canne s’attorciglia;
Nell’aria fresca c’ è un odor gentile,
Odor di gelsomino e di vainiglia.

     Un’Ebe quasi nuda, alta e sottile,
Sorride e spia con le marmoree ciglia
De’ palombi gli amor sotto al sedile
E il vento del mattin passa e bisbiglia.

     Bisbiglia e narra di lontane aiuole
Gli amor lontani a un popolo giocondo
Di gerani fiammanti e di viole.

     Quanto amor, quanta gioia in questo mondo
Di pochi passi che si desta al sole!
Oh quanta vita! Ed io son moribondo.

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