< Rime (Andreini)
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Scherzo III
Canzonetta morale III Sonetto LV

SCHERZO III.


D
Al furor del dubbio Marte

In disparte
     Alessandro glorioso
     A la mensa già sedea
     E prendea
     Da i conviti almo riposo.
Mentre l’esca il digiun chiede
     Ecco fiede
     L’aer’ intorno l’armonìa
     D’huom, che tanto in dolci carmi
     Chiama à l’armi,
     Che dal cibo lo disvìa.
E qual suol il vento fiamma
     Così ’nfiamma
     Il Macedone Guerriero;
     Ch’ei le mense, e gli agi abborre,
     Indi corre
     A la pugna ardito, e fiero.

Tal ancor solèa Chirone
     Al Garzone,
     Ch’ei nudriva aguzzar l’ira
     Nel cantar d’alme feroci
     Pugne atroci
     Al guerrier suon di sua lira.
Febo hor tù, che d’ogni canto
     Porti il vanto:
     Come ’l suon de la tua Cetra
     Al mio amor, à la mia fede,
     (Ahi) mercede
     Per pietade non impetra?

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