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Gaspara Stampa - Rime (XVI secolo)
Rime d'amore - CCII Rime d'amore - CCIV

CCIII

Lo vuol dimenticare, poiché di lei non cura.

     Ardente mio disir, a che, pur vago
de’ nostri danni, in parte stendi l’ale,
ov’è cui de’ miei strazi poco cale,
e del mio trar fuor di quest’occhi un lago?
     Ben si può del mio stato esser presago
il partir de la speme fiacca e frale,
e la memoria, che sí poco assale
quel de le voglie mie tiranno e mago.
     Egli a novi diletti aperto ha ’l seno,
e di me sí fedele ha quella cura,
che di chi non si vede e’ si può meno.
     Dunque tu di tornar a me procura,
ché ’l turbar la mia pace e ’l mio sereno
è troppo intempestiva cosa e dura.

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