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Gaspara Stampa - Rime (XVI secolo)
Rime d'amore - CLXXXV Rime d'amore - CLXXXVII

CLXXXVI

Che avverrá di lei, s’egli sará d’un’altra?

     — Che fia di me — dico ad Amor talora, —
poi che del mio signor gli occhi sereni
lasseran questi miei di pianto pieni,
fatto esso d’altri infin a l’ultim’ora?
     — Che fia di me — mi rispond’egli allora, —
ch’arco e saette e faci e teme e speni
tengo in quegli occhi, e tutti altri miei beni,
né mai ritrarli io ho potuto ancora?
     D’indi soglio infiammar, d’indi ferire;
or, se come tu di’, ce li ritoglie,
caduta è la mia gloria e ’l nostro ardire. —
     In queste amare e dispietate voglie
restiam noi due, ed ei segue di gire
carco e superbo de le nostre spoglie.

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