< Sonetti lussuriosi (edizione 1986) < Libro secondo
Questo testo è completo. |
Pietro Aretino - Sonetti lussuriosi (1526)
◄ | Libro secondo - II | Libro secondo - IV | ► |
Dialogo: Aretino, Franco.
A. Dunque, ser Franco, il Papa fé davvero?
F. Cazzo! lui mi fé porre il laccio al collo,
e sù le forche dar l’ultimo crollo.
A. La Poesia?... F. La non mi valse un zero!5
Anzi, lei mi fu il boia. A. A dirti il vero,
mai ti vedesti di dir mal satollo.
F. Il cancaro che ti mangi, e chi pensollo!
Fu il non saper mostrar per bianco il nero.
A. Diceasi in Roma, che eri mal Cristiano;10
intesi non so che di Sodomia...
F. Becco cornuto, tu sei l’Aretino!
Bardascia, bugerone, luterano,
ch’hai più corna che compar Cristino!
A. Menti! F. Mento? il mal’anno che Dio ti dia!15
Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.