< Sonetti lussuriosi (edizione 1986) < Libro secondo
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Ohimè! la potta! crudel! che fai,
con questo così grosso orrendo cazzo?
- Taci, cor mio, che così gran sollazzo
non ci cangi il padrone in stenti e in guai.

E se del fotter mio piacer non hai,5
fatti pur verso me qui, dallo spasso,
che se sino ai coglion dentro va il cazzo,
dolcezza assai maggior ne sentirai.

- Eccomi pronta, o fido servo caro!
Fà di me le tue voglie, e in faticarte10
per ben servir non esser punto avaro.

- Non dubitar, ben mio; ch’io voglio darte
sì ghiotta fottitura, e in modo raro,
ch’invidia n’averàn Venere e Marte.

Potrebbe in potta entrarte,15
dimmi, di grazia, il più superbo rulo?
- In potta no, ma il ciel mi guardi il culo!

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