< Sonetti per l'armamento di un cavaliere
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II IV

 
Umilità dolcemente il riceve,
e dice: "Punto non vo’ che ti gravi,
ch’e’ pur convien ch’io ti rimondi e lavi,
4e farotti piú bianco che la neve;

e intendi quel ched io ti dico breve,
ch’i’ vo’ portar dello tuo cor le chiavi,
ed a mio modo converrà che navi,
8ed io ti guiderò sí come meve.

Ma d’una cosa far tosto ti spaccia,
ché tu sai che soperbia m’è nimica:
11che piú con teco dimoro non faccia.

I’ ti sarabbo cosí fatta amica
ch’e’ converrà ch’a tutta gente piaccia;
14e cosí fa chi di me si notrica".

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