< Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)
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XI XIII

XII

     Bench’i’ ne sia alquanto intralasciato,
non ho ubliato d’amor lo mistero,
ché tutta volta v’è lo mio pensero
4e lui vuol esser tutto accomandato:
ch’a tal conosco m’ha per servo dato,
che have in sé saver compiuto e ’ntero;
né di bieltá piú bella non richero,
8che esser non poría a lo mio grato.

     E, se istato ne son quasi muto,
non deve ciò ad Amor dispiacere,
11ché lo disio coperto è da l’audare:
e del riccor ch’uom sape acconcio usare,
tuttor se ’n vede gioia e bene avere,
14e lo contraro chi l’ha mal perduto.

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