< Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)
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XVIII XX

XIX

     Gentil mia donna, ciò che voi tenere
volete, piace a me ed è dolzore,
però ched è acconcio il mio savere
4in far tuttor che sia di vostr’onore,
ma dir ched i’ potesse forza avere
di dipartir, ch’i’ non fosse amadore
di voi, cui amo tanto, al mi’ parere;
8son certo non poría partirmen fiore.

     E quanto piú ci penso, piú m’aiuta
lo fin pensier, e allor piú ingrana
11in me l’amor, che ’n voi, dite, s’attuta.
Perch’ïo spero ancor, donna sovrana,
trovar merzé in voi tutta compiuta,
14per l’umiltá ch’è ’n voi sí dolce e piana.

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