< Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)
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XVII XIX

XVIII

     Partitevi, messer, da piú cherere
quell’onde si diparte lo meo core,
né non s’acconci lo vostro volere
4ormai ’n vêr me di cosí fatto amore,
ché ’n tutto dico che no m’è ’n piacere.
Cosí non fosse stato mai null’ore!
ma giovanezza tene in su’ podere
8manti cui spesso face far follore.

     Ed io, se ’n vano amor giovan’essuta
son nel mi’ tempo, o fatt’ho cosa vana,
11il dicovi ch’i’ ne son forte pentuta.
E parmi or dimorare in vita sana,
essendomi sí ben riconosciuta
14e d’ogni vanitá fatta lontana.

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