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L. L’obscure fami e i pelagi tyrrheni
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L.
L’obscure fami e i pelagi tyrrheni1,
E pigri stagni et li fiumi correnti,
Mille coltella et gl’incendii cocenti,
Le travi e i lacci e ’nfiniti veneni,
L’horribil rupi et massi, e’ boschi pieni5
Di crude fere et di malvagie genti,
Vegnon2, chiamate da’ sospir dolenti,
Et mille modi da morire obsceni.
- ↑ Del mar Tirreno. Il sonetto si rivela per quest’accenno stesso composto in Napoli.
- ↑ Innanzi alla mente.
- ↑ Cfr. p. 86, n. 2.
- ↑ Dei modi da morire enumerati nelle quartine.
Note
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