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Questo testo fa parte della raccolta Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII


II

     Compar, che tutto tempo esser mi soli
sí ubbidiente como a tuo maestro,
a fede mando a te, (perché al destro
4mi tengo in faticarti, e so che vuoli
ch’i’ ’l faccia, ché d’amico non ti duoli
possilo tu servir) che a Salvestro
ricordi che d’aver contento ne stro
8cinquanta o cento di que’ suoi magliuoli.

     E saver puoli — mi fann’uopo tosto,
però che al fatto mio il tempo passa,
11onde ti priego che ’n ciò ti fatichi.
Intanto che da mia parte sí dichi,
il centinaio assai varrebbe a Massa,
14per acconciare ed abbellir mi’ mosto.

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