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Questo testo fa parte della raccolta Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII


III

     Cosí fostu acconcia di donarmi
quel ch’io ti chieggio, pulzella gentile,
come tu se’ di dir con voce umile:
4«Tòllete, sanza piú dispiacer farmi!».
Ch’allor porei allegro in gioia starmi,
contandomi tra gli altri signorile;
ma ciò, che tu mi gabbi e tieni a vile,
8sí è la cosa che fará finarmi.

     Ché rallegrarmi — punto non mi posso,
ne’ poterò giammai, infin a tanto
11che’l viso dolce, a l’atto ond’on la sente,
e quella bella bocca dolcemente
ti basci con tua voglia; e po’ mi vanto
14d’esser di pena e di dolore scosso.

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