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Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1835
LE DIMANNE A TTESTA PER ARIA
Quanno lòro s’incontreno, Bbeatrisce,
Tu averessi da stà1 ddietr’un cantone.
“Ôh ccaro sor Natale mio padrone!.„
“Umilissimo servo, sor Filisce.„
Disce: “Ne prende?„2 “Grazzie tante„, disce.
“Come sta?„ “Bbene, e llei?„ “Grazzie, bbenone.„
Disce: “Come lo tratta sta staggione?.„
Disce: “Accusì: mmi fa mmutà ccamisce.„
Disce: “E la su’ salute?„ “Eh, nun c’è mmale.
E la sua?„, disce. “Aringrazziam’Iddio.„
“E a ccasa?„ “Tutti. E a ccasa sua?„ “L’uguale.„
“Ne godo tanto.„ “Se3 figuri io.„
“Oh ddunque se4 conzervi, sor Natale.„
“Ciarivediamo,5 sor Filisce mio.„
6 febbraio 1835
Note
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