< Le odi di Orazio < Libro primo
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Libro primo
XIII
XIII
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XIII.
Se tu, Lidia, di Telefo
Il collo roseo lodi, di Telefo
Le lattee braccia, fervido
4Di bieca collera gonfia il mio fegato.
Mente e color non restami
In sede stabile; furtivo rigami
Umor le gote, e t’indica
8A che pigri intimi fochi io mi maceri.
Ardo, o che i candid’omeri
Tra ’l vino immodiche risse bruttaronti,
O traccia a’ labbri memore
12Furente giovane col dente impresseti.
Non mai costante, ascoltami.
Sperar chi barbaro lede i dolcissimi
Baci, a cui del suo nèttare
16La quinta mescola essenza Venere.
Beati lor, cui vincolo
Stringe perpetuo, nè Amore, ad improbe
Risse divelto, celere
20Via più dell’ultimo giorno li sèpara!
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