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Oggni asceto fu vvino Lassateli cantà
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1833

LI PAPATI

     Li Papi, er primo mese der papato,
Sò, un po’ mmeno o un po’ ppiù, ttanti cunijji.1
Oggnuno t’arinzucchera er passato:
Tutti-cuanti t’infioreno de ggijji.

     Ma ddajje tempo c’abbino imparato
A ffà er mestiere e a mmaneggià li stijji:2
Aspetta che ss’avvezzino a lo stato:
Lassa un po’ cche jje creschino l’artijji;

     E allora fra er pasvòbbi3 e ’r crielleisonne,
Cuer nuvolo de ggijji te diventa
Garofoli, pe’ ddio, de scinque fronne.4

     Er ricco ssciala,5 er ciorcinato6 stenta:
Strilli ggiustizzia, e ggnisuno risponne;
E ppoveretto lui chi sse lamenta.


Roma, 4 maggio 1833

  1. Conigli.
  2. Stigli: nome generico e complessivo degli attrezzi di qualunque opificio o bottega.
  3. Pax vobis.
  4. Cioè: “pugni.„
  5. Gode nell’abbondanza.
  6. Il meschino.

Note

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