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Prima sintesi
Camera arredata modestamente in una pensione al pianterreno d’un quartiere popolare del porto di Bassabulà. Nella parete del fondo, una grande finestra s’apre su case sicomori. Moschea e minareto che dominano la strada vociante di Bar, Caffè, giuocatori di fama, venditori ambulanti e mendicanti. Nella parete del fondo una porta dà sul corridoio. Alla porta è sospesa una cassetta per le lettere che riceve dall’esterno. In primo piano alla destra dello spettatore, un divano basso. In primo piano a sinistra un tavolo coperto da tappeto, serve da scrittoio. Alla destra, tra il divano e la finestra, un paravento chiude a metà la tavola da toletta con specchio di Floflò. Quando si alza il sipario Floflò è davanti allo specchio e Musoduro curvo alla tavola-scrittoio. Verso sera.
Floflò
a Perlina:
Dimmi sinceramente, ti piace la mia veste? Non trovi che m’ingrossa? Ho fiducia nel tuo giudizio. Se non piace a te, la rifiuto.
Perlina
Floflò
Sono contenta. Niente paura, caro Musoduro! La veste non costa molto. Vado a passeggio cosí. A fra poco. Ciao a tutti e due.
Floflò esce dalla porta del corridoio. Perlina s’avvicina a Musoduro seduto alla scrivania.
Musoduro
stringendo affettuosamente col braccio destro la vita di Perlina ritta vicino a lui:
Floflò ti vuol bene, Perlina. Devo a te questo miracolo. (Lungo silenzio)
Perlina
Floflò è buona. Tu hai voluto che fosse per me una seconda madre bella e giovane. (Un silenzio) E’ anche una sapiente pasticcera. Mi ha fatto gustare poco fa i suoi datteri giuleppati. Deliziosi! Vuoi assaggiarli? (Un silenzio) Lavori troppo, papà. Perché non ti distrai un poco?
Musoduro
Se ho troncato la mia vita politica è per raggiungere in breve tempo i culmini del mio pensiero artistico e il massimo splendore della mia fantasia. Voglio terminare il mio studio sulla verità storica e sulle deformazioni dei fatti attraverso la fantasia collettiva. Ciò sarebbe facile se non fossi dilaniato dai miei dolori.
Perlina
Oggi però stai meglio?
Musoduro
Prima voce dalla strada
Cauaga Musoduro, ecco il burico!
Seconda voce dalla strada
Arghisuss! Arghisuss! Karamendin!
Perlina
Perché non esci con me?
Musoduro
Debbo lavorare, Perlina. Ho un immenso materiale da ordinare. Sono impressioni grezze, rudi, senza letteratura ma brucianti, d’una vita impetuosa. Contengono le calorie e i fiati del desiderio carnale e della crudeltà, la rissa delle scintille nelle pile impazzite dei cervelli! Ho molto vissuto, ma amo sempre più il furore del sangue nei muscoli gonfi di odio, amore, ambizione.
Oh! Dopo... quando avrò tutto qui sul tavolo saprò trasfigurare. E finalmente apparirà l’opera ideale di fuoco eterno ed effimero, carezzevole come il sorriso di un bimbo. Sarà un’arte di luce intensa e veloce, ampia e sintetica, viva al punto di dare il senso dell’immortalità, ma alata fuggente già sparita... (Un silenzio) Disgraziatamente questo nostro pianterreno è invaso dalla strada... Troppo rumoroso e troppo umido. Vedi? Con questo caldo bisogna che io mi copra le gambe per difendermi dall’umidità. Dammi la coperta pesante. Qui la notte sento le mie forze abbandonare i miei piedi, il mio ventre, anche il mio petto, per concentrarsi nella mia fronte e nei miei occhi. Questi, Perlina, forano i muri per godere, lontano, fuori della città, i serici riflessi verdi del sole tramontante sulle dune. Perlina, hai intenzione di uscire con Floflò e Sir Roll, questa sera?Perlina
No, papà. (Un silenzio) Perché non lo chiami più ironicamente il bel fidanzato? Sai che non l’amo né l’amerò mai. E’ un temperamento militare rude e violento, troppo limitato dalla vita di pace. Mi parla spesso dei campi di battaglia dove le tue povere gambe furono ferite. E’ stato anche lui nel terribile fangaio della Vertoibizza. Seppe dai fanti che gli austriaci ti soprannominavano Musoduro, per il tuo modo di star ritto fuori dalla trincea. Avevano giurato di schiacciarti sotto una valanga di barilotti.
Musoduro
Mi hanno rotto soltanto una gamba. (Un silenzio) Roll è simpatico. M’inquieta però la sua intimità con Mahmud. Ho poca simpatia per quel torbido personaggio che l’alcool fa oscillare dal mestiere del gioco al rimunerativo nazionalismo africano. Mellifluo, strisciante, ambiguo, ecc.
Perlina
Credi che Roll e Mahmud siano capaci di organizzare la nostra carovana?
Musoduro
Imperfettamente. Roll beve molto ma conclude. Mahmud beve molto e perde molto tempo in quei misteriosi effluvi di farmacia che ci vengono dalla sua camera...
Perlina
Si dichiara studente in chimica. Credo preferisca le prostitute.
Musoduro
Dobbiamo a Mahmud quello sconcio andirivieni notturno nel corridoio della pensione. (La camera è quasi buia. Si scorge una luce veloce sotto la porta del corridoio.) Guarda, Perlina. E’ lui, con la sua lanterna cieca.
Perlina
Non è possibile. Se fosse Mahmud si sentirebbe il suo passo pesante. Sarà Fatma, a piedi nudi.
Musoduro
Ma perché tiene cosí bassa la candela?
Perlina
Cerca qualcosa per terra.
Musoduro
Poco importa. Anche se le mie gambe fossero sane non mi alzerei per verificare ciò che succede nel corridoio.
Perlina
Ah! Quando potremo partire!... Papà, il sole del deserto rinvigorirà le tue gambe. Ne sono certa!
Musoduro
Rinvigorirà anche il mio spirito. Sono ansioso di trovarmi faccia a faccia coll’inebriante deserto.
Perlina
Tutto solo?
Musoduro
Con Perlina! Con te che sei me stesso, più trasparente e più serena. Credo nel deserto, nella sua luce spietata e ferma. Credo nella sua disperazione ottimista e virile. Sogno di stringere sul cuore da vero Musoduro le forze invisibili che popolano la sua solitudine sconfinata. Sono stanco di Bassabulà. Questa città è un vortice di europeismi frenetici. Rissa di intermediari che si contendono le ultime verginità della Africa. Bassabulà è un arruffo di tentacoli europei. Occorre tagliare i tentacoli non italiani. Vi riuscirò? (Lungo silenzio) La luce è spenta. (Rumore di battente di porta nel giardino) Chi sarà?
Perlina
Sarà Floflò. E’ scesa giù a passeggiare in giardino.
Musoduro
Certo ti stupisci di vedermi sempre più indifferente a ciò che fa e dice Floflò. Dopo la febbre che la tenne inchiodata a letto per tanto tempo nella sua ultima malattia il mio attaccamento a Floflò è singolarmente diminuito. La mia coscienza non sa più giudicarla né rimproverarla. Mi allontano da lei insensibilmente e spesso la dimentico.
Perlina
Avevo tutto intuito. Sono convinta di questa tua indifferenza. Ti dichiaro perciò con molta calma che i lunghi colloqui di Floflò con Mahmud sono assolutamente inconcludenti. Te ne potrei dare la prova.
Musoduro
Non preoccuparti di ciò. Non ho dato mai importanza al suo modo di parlare nelle orecchie delle persone. Qualche tempo fa, appena giunti in questa casa, ero meno padrone dei miei nervi. Per un resto di gelosia e per mania di verità ti confesso che l’ho spiata. Il buon dottor d’Orcourt mi ha fatto il piacere di dichiarare a Floflò che ero afflitto d’una certa sonnolenza morbosa chiamata da lui non so più come. Cosicché, fingendomi addormentato su questo tavolo, ho assistito ad una dichiarazione d’amore di Mahmud con replicate domande di bacio. Floflò, debbo riconoscerlo, rifiutò tutto in blocco. In fondo io sono un poeta, cioè una specie di spia dell’invisibile e dell’aldilà.
John Roll
dal corridoio:
Signor Musoduro!
Musoduro
con voce bassa a Perlina:
Non ho voglia di parlare con loro. Perlina, nasconditi dietro il paravento. Io fingo di dormire. Entreranno e se ne andranno subito.
Mahmud
Signore, vuol venire a prendere un gelato con noi?
John Roll
entrando dalla porta del corridoio
Dorme, come sempre, sui suoi manoscritti. Ammalato?
Mahmud
Sua moglie Floflò è deliziosa.
John Roll
Preferisco sua figlia Perlina.
Mahmud
John Roll
Fidanzato?...
Musoduro, fingendo di dormire coricato sulla tavola, fa segno con le dita della mano penzoloni a Perlina di non scattare.
Mahmud
Dite, Roll, il governatore è veramente un meraviglioso bevitore. Oh! Non vi batte, lo so. Oggi mi ha strappato un grido d’ammirazione! Quei dieci cocktails preparati da voi non l’hanno scosso menomamente.
John Roll
Il terzo cocktail era perfetto. Negli altri troppo gin! Il vostro non era un cocktail. La vaniglia, i petali di viola e la pasta di pistacchi sono cose buone!
Mahmud
gli occhi al cielo:
Ah!
John Roll
Ma distraggono il palato inglese! Avete visto come il nostro governatore navigava sicuro nel suo mare d’alcool. E’ un uomo di dovere. Però, la domenica, esagera. L’ho messo io a letto.
Mahmud
John Roll
Ho raccontato al governatore questo vostro paragone dei salvadanai. Mi ha risposto: All right! Ha ribevuto e ha fatto spedire un lungo cablogramma a Londra.
Mahmud
Signorina Perlina! (Silenzio) Non c’è. Dev’essere uscita con Floflò (Escono, richiudendo la porta del corridoio).
Musoduro
Perlina, guarda sotto la porta. I loro passi pesanti... appena nel corridoio... hanno perso il rumore. Ciò è inspiegabile. L’Inghilterra colonizzatrice e l’Africa politicante sono diventate imponderabili. Ma le luci persistono. E sono veloci. Corrono. Dove?
Perlina
Voglio rendermi conto. Vado io a vedere!
Musoduro
scattando in piedi, irrigidendosi come uno spettro di Lourdes, miracolato:
No! No! No!
Sipario