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[1333-1336] Prudenza, senno 451

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:483|3|0]] Può essere usato in significato di prudente vigilanza la frase biblica, del Cantico dei Cantici (cap. V. v. 2):

1333.   Ego dormio, et cor meum vigilat.[1]

La prudenza suggerisce anche di non lasciarsi trarre in inganno da apparenze ingannevoli, che simulano la calma e la quiete mentre il fuoco cova sotto la cenere:

1334.    .... Incedis per ignes
Suppositos cineri doloso.[2]

(Orazio. Carmina, lib. II. od. I. v. 7-8).

Prova di prudenza e di accortezza è anche di non seguire ciecamente il consiglio dei più:

1335.   Multitudo non est sequenda.[3]

Si dice che è di S. Agostino e trovo anche citato il luogo: Enarratio in Ps. XXXIX. Ma queste parole precise non ci si trovano: nel § 6, commentando il versetto Videbunt justi et timebunt, S. Agostino dice: «Angustam viam vident hac, latam viam vident iliac: hac vident paucos. iliac multos» e soggiunge: «Noli ergo numerare turbas hominum incedentes latas vias:.... Noli ergo illos adtendere, multi sunt, et quis numerat? Pauci autem per viam angustam» (ed. Maurina di Parigi, 1681, to. IV, col. 330). Le parole non sono quelle, ma il concetto c’è. Si tratti anche in caso di una delle solite frasi riassuntive? Ma prima di S. Agostino un antico aveva detto: Per publicam viam ne ambules; il vangelo di S. Matteo (cap. VIII, v. 13): Intrate per angustam portam, quia lata porta et spatiosa via est, quae ducit ad perditionem, et multi sunt qui intrant per eam; e un grande poeta italiano:

1336.   Seguite i pochi, e non la volgar gente

(Petrarca, Sonetto in vita di M. Laura,

num. LXVII secondo il Marsand. comin.:
Poi che voi ed io più volte abbiam provato;

son. LXXIII dcll’ed. Mestica).
  1. 1333.   Io dormo e il mio cuore veglia.
  2. 1334.   Cammini sui carboni accesi nascosti dalla cenere ingannatrice.
  3. 1335.   Non seguite la moltitudine.
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