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funzioni riproduttive. | 31 |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Delle funzioni riproduttive degli animali.djvu{{padleft:43|3|0]] plica una dopo l’altra al foro genitale unico mediano, finchè sian piene di sperma, e che poscia appone alle corrispondenti due aperture del ricettacolo del seme della femmina[1].
Una particolarità maravigliosa circa il modo e l’apparato con cui si compie l’atto della copula, ci venne offerto da alcuni cefalopodi, quali sono gli argonauti ed i polpi del genere moderno Tremoctopus[2].
Fig. 23.
Argonauta maschio:
da G. Müller[3].
In questi l’organo copulatore (fig. 23) è un braccio deciduo e riproducentesi, modificato nella sua forma ed organizzazione, in conformità dell’ufficio speciale cui è destinato. Esso è più grosso delle altre braccia, sparso di un maggior numero di ventose; e porta alla sua base una borsa che a suo tempo si riempie di spermatofori. Il maschio incontrata una femmina lascia su questa il braccio copulatore, il quale vi conserva a lungo la propria vitalità, al punto da apparir come un individuo animale indipendente. E tale fu realmente per lunghi anni considerato anche dallo stesso Cuvier, che gli assegnò un posto nella classe de’ vermi intestinali, sotto il nome generico di Ectocotyle[4].
Nei vertebrati l’apparato copulatore si limita generalmente ad un pene, erettile in grazia di una particolar disposizione de’ vasi sanguigni che vi si distribuiscono. Ne sono però affatto privi i pesci ed i batracj; mentre che ne’ saurj e negli ofidj quest’organo è doppio, e posto ai due lati della cloaca, e ne’ chelonj, ne’ coccodrilli, in tutti gli uccelli esso è unico, e situato alla parete anteriore della cloaca. Ne’ mammiferi giunge al massimo sviluppo, ed è affatto esterno, ma generalmente contenuto in una guaina cutanea, e non libero e pendente, come nella specie umana, se non ne’ chirotteri e ne’ quadrumani.
- ↑ Leydig (Siebold und Koelliker Zeitschrift, vol. 2).
- ↑ Polpi aventi alla regione cefalica due aperture che guidano in un sistema acquifero.
- ↑ a. Braccio copulatore deciduo (ectocotile).
- ↑ Vedi Vogt e Verany. Annales des sciences naturelles. 3.me serie, Vol. 17. Leukart. Zoologische Untersuchungen 3.° fascicolo.