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472 diario roncalli

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24 Maggio. — Si lavora per apparare la Chiesa di S. Pietro con disegno dell’architetto Poletti.

I grandi archi della nave di mezzo e della traversa si restringono con due altre colonne di tela, dipinta a marmo giallo, e sopra di esse vi sono architravi che sostengono i quadri rappresentanti le gesta dei Santi, con analoghe iscrizioni.

Dagli architravi pendono tendoni di velluto rosso in cotone, provveduto a Lione, nella quantità di cinquemila metri.

Le pareti della chiesa sono coperte di carta dipinta a giallo antico.

Avanti le statue dei fondatori si collocano altissimi candelabri con grandi piedistalli triangolari [1].

Risulta da tutto ciò che il vastissimo tempio, dovizioso di preziosi marmi, diviene impiccolito e deturpato da carte, di modo che è generale la critica contro il disegno.

Pasquino, essendo di già andato a vedere i preparativi, riferì a Marforio: «Incartano S. Pietro perchè il Papa parte».

Del resto, il preventivo della spesa è di scudi sessanta mila.


24. — Nulla si conosce di preciso sul ritorno a Roma dell’ambasciatore francese La Vallette.

  1. Cosi fu addobbato S. Pietro per la canonizzazione dei martiri giapponesi e del beato Michele de’ Santi. Delle feste che si fecero in quei giorni e dei due semi-publici Concistori, pei quali convennero in Roma molti prelati, fornisce ampia descrizione la Civiltà Cattolica. (Vol. 2° della serie 5, pag. 737 e segg.).
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