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LA PERUVIANA 279

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Aza a soffrire in Francia sì barbaro tormento?

Torniam tosto, signore, alla nazione ispana;
Diamo un addio a Parigi in fretta a mia germana,
E traggasi per voi Aza dal rio periglio,
Aza che voi sceglieste amar per vostro figlio.
Alonso. Come cambiò Zulmira sì tosto di desio?
Zulmira. Si cambian le ragioni, si cambia il pensier mio.
Trattavasi di poco, quando testè parlai;
Ora la ragion cresce, e trattasi d’assai.
Questo non è puntiglio.
Alonso.   Aza risolva[1] a lui
Non do consiglio in questo; segua i desiri sui.
Vuo’ i servi e l’equipaggio dispor pel mio ritorno.
Aza, partir io voglio, pria che s’avanzi il giorno.
parte

SCENA XI.

Aza e Zulmira.

Zulmira. Aza, che risolvete?

Aza.   Ahimè, dubito ancora.
Zulmira. Di venir non diceste?
Aza.   Men ci pensava allora.
Zulmira. Zilia non è la stessa. Scordatevi di lei.
Aza. Sì, ma tornar io voglio a ragionar con lei.
Zulmira. Vi sedurrà quel labbro.
Aza.   No, la conosco appieno.
La verità son certo trovar nel di lei seno.
Potrà di me scordarsi, potrà cambiar affetto,
Ma non potrà le fiamme dissimular nel petto.
Certo son dal suo labbro di rilevar l’arcano.
Spero partir contento, e non lo spero in vano. parte
Zulmira. Stelle! che sarà mai? A disperare avvezza,
Ogni lusinga vana mi reca una dolcezza.

  1. Ed. Pitteri: rissolva.
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