< Rime (Bembo)
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Tosto che la bell'alba, solo e mesto
Quando, forse per dar loco a le stelle S'al vostro amor ben fermo

CLII.

Tosto che la bell’alba, solo e mesto
Titon lasciando, a noi conduce il giorno,
e ch’io mi sveglio, e rimirando intorno
non veggo ‘l sol, che suol tenermi desto,4

di dolor e di panni mi rivesto,
e sospirando il bel dolce soggiorno,
che ‘l ciel m’ha tolto, a lagrimar ritorno:
la luce ingrata, e ‘l viver m’è molesto.8

Talor vengo agl’inchiostri, e parte noto
le mie sventure; ma ‘l più celo e serbo
nel cor, che nullo stile è che le spieghi.11

Talor pien d’ira e di speranze vòto,
chiamo chi del mortal mi scinga e sleghi:
o giorni tenebrosi, o fato acerbo!14

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