< Rime (Tassoni)
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Nobile amore
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XII
Nobile amore.
Ben d’Icaro l’ardir soverchio fue,
ma glorioso tanto
che vive ancor di sua caduta il vanto;
però se l'orme sue
presumo di seguire
e d’appressarmi al lume
del sol d’amor con incerate piume,
non mi riprenda alcun di tanto ardire,
ché fortunato muore
chi altamente, com’io, locato ha il core.
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