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Dante Alighieri - Il Fiore (XIII secolo)
LXXXVIII
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LXXXVIII

Falsembiante.

     — «Po’ che vi piace, ed i’ sí ’l vi diroe»
diss’allor Falsembiante: «or ascoltate,
chéd i’ sí vi dirò la veritate
4del luogo dov’io uso e dov’i’ stoe.
Alcuna volta per lo secol voe,
ma dentro a’ chiostri fuggo in salvitate,
ché quivi poss’io dar le gran ghignate
8e tuttor santo tenuto saroe.
     Il fatto a’ secolari è troppo aperto:
lo star guari co llor non mi bisogna,
11ch’a me convien giucar troppo coperto.
Perch’i’ la mia malizia me’ ripogna,
vest’io la roba del buon frate Alberto.
14Chi ’n tal rob’è non teme mai vergogna.»1

Note

  1. [p. 381 modifica]son. 88, v. 14. Le stampe «Chi tal rob’hae»; per la nostra correzione, cfr. son. 96, 3. Nel v. 12, ho accolto la correz. (del Parodi) di mi in me’, ma forse la lez. del ms. può stare (= in me).

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