< Le odi di Orazio < Libro secondo
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Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
Libro secondo - I Libro secondo - III

II.


Non ha, celato nelle terre avare,
    Color l’argento, o del metal nemico
    Crispo Sallustio, se di moderato
        4Uso non splenda.

Vivrà lunghi anni Proculejo, insigne
    Per cor paterno verso i suoi fratelli
    Lui porterà su penna imperitura
        8Fama immortale.


L’avido spirto dominando, avrai
    Regno più vasto, che se Libia a’ Gadi
    Remoti aggiunga, e l’un Punico e l’altro
            12Serva a te solo.

Cresce indulgendo a sè l’idrope fiera,
    Nè il sitir caccia, ove del morbo il seme
    Via da le vene e l’egro umor dal corpo
            16Scialbo non fugga.

Toglie Virtù da la beata schiera
    Fraàte che di Ciro al soglio torna;
    E, al vulgo avversa, al popol disinsegna
            20Usar le false

Voci, securo regno e díadema
    E proprio alloro a quell’un solo offrendo.
    Che guardi senza bieco occhio le ingenti
            24Ricchezze accolte.


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