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[125-130] | Astuzia, inganno | 35 |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Chi l'ha detto.djvu{{padleft:67|3|0]]e i Dànai (da Danao, leggendario re d’Argo) erano gli antichi abitatori di Argo, ma Omero, e in questo caso anche Virgilio, usarono tale voce a designare i Greci tutti.
Anche di Virgilio è l’altro emistichio:
125. Latet anguis in herba.[1]
A chi tenta indurre altrui in inganno con false parole può applicarsi il consiglio del mago Idraote, signore di Damasco, alla nipote Armida:
126. ....Fa manto del vero alla menzogna.
e se l’inganno non si ferma alle parole, l’apostrofe giustiana a Becero droghiere:
127. Vendevi zénzero
Per pepe bono.
Talvolta l’ingannatore è vinto da altri più astuto di lui, ovvero
128. Lo schermitor vinto è di schermo.
e di questo la ragione è detta da un satirico francese:
129. Pardieu! les plus grands clercs ne sont pas les plus fins![2]
e poi, per quanto grande sia l’astuzia, di cui il buon Dio vi ha provveduti, ricordatevi che:
130. On peut être plus fin qu’un autre, mais non plus fin que tous les autres.[3]