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Li fijji a pposticcio Nove bbèstie nòve
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1843

LA GOVERNANTE DE MONZIGGNORE

     De bbotto: sentì ll’aria der paese
E mmorì ffu l’affare d’un momento.
Ma io che vve discevo? Era da un mese
Ch’er male a llui je lavorava drento.

     Bbono che cco cquer tibbi che jje prese
Puro ebbe tempo de fà ttestamento:
Che ssinnò stavo grassa io, sor Marchese,
Cor nipotaccio suo tanto scontento!

     Povero Monziggnore! “E ppiù a Lluscia„,
Disce, “je lasso, ortre la paga in vita,
Tutta la robba de la stanzia mia.

     E ppiù, si la medema se marita,
Vojjo che ddar mi’ erede je se dia
Cento scudi, e ssii tutta arivestita.„

15 maggio 1843

Note

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